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domenica 8 giugno 2008

La planète sauvage

AAA!!!

Amanti della fantascienza?
Appassionati di animazione?

Affascinati dal visionario e dalle ambientazioni surreali?

Se la risposta è no, cliccate in alto a destra (la X rappresenta l'uscita di sicurezza).

Se la risposta è si, questo intervento fa per voi!


"La planète sauvage
"
è un film d'animazione franco/cecoslovacco del 1973, diretto da René Laloux.
Basato sul romanzo di Stefan Wul "Oms en sèrie" (pubblicato in Italia come "Homo domesticus") e realizzato sui disegni di Roland Topor, questo film rappresenta un favoloso punto d'incontro tra fantascienza e animazione.
Pemiato alla XI rassegna del film di Fantascienza di Trieste e vincitore del Premio della Giuria al festival di Cannes, in Italia ha avuto comunque poca distribuzione, per cui è poco conosciuto se non tra gli estimatori di Topor.

Il pianeta selvaggio è un mondo alla rovescia, dove gli uomini (gli Oms, appunto) vivono sul pianeta Ygam sotto il controllo dei Draag, giganti blu dalle incredibili capacità spirituali e tecnologiche.
Gli umani sono divisi in due "classi": i "selvatici", che vivono in comunità clandestine, considerati dai Draag degli insetti fastidiosi, e per questo oggetto di disinfestazioni e destinati allo sterminio; i "domestici" trattati invece amorevolmente dai piccoli Draag che ne fanno il loro passatempo preferito: ogni bambino ne ha uno con cui giocare e divertirsi.
Terr è un piccolo Om domestico, che dopo aver perso la madre (uccisa per gioco da piccoli Draag) viene trovato e accudito da Tiwa, una bambina Draag.
Vivendo con Tiwa, Terr riuscirà ad accedere alla scienza dei Draag e, riuscendo a fuggire, porterà le sue conoscenze agli Oms selvatici guidandoli nella battaglia contro i Draag.

Attraverso l'arte surreale di Topor il film propone lo scenario apocalittico affrontato più volte sia nel cinema che nella letteratura: l'uomo perde la sua posizione di supremazia sul pianeta (Terra?) ed è costretto a lottare per la sopravvivenza della propria specie, non più sola nell'universo.
I disegni di Topor esprimono alla perferzione questo mondo visionario e anche la colonna sonora si presta bene alle atmosfere aliene del pianeta dei Draag.
Sono rimasta troppo impressionata e dovrò approfondire il più possibile questo genio creativo di Topor (°_°)

Del film esiste addirittura un'edizione italiana del dvd, integrale e con veri extra (un'invervista a Laloux)!
Ma se volete un assaggio gratuito, YouTube ci viene incontro come sempre :-)
Vi riporto le 7 parti della versione francese (per chi volesse c'è anche quella inglese comunque)
Ognuna dura circa 10 minuti, quindi se non avete voglia/tempo/pazienza, guardatevi almeno il trailer! ^^;;

Buona visione!



1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7

lunedì 28 gennaio 2008

Mimi wo sumaseba

Dopo tanto tempo ho rivisto Mimi wo Sumaseba - Il sussurro del cuore, una produzione non molto famosa dello Studio Ghibli datata 1995. La regia è del compianto Kondo, mentre la sceneggiatura porta il nome del grande maestro Miyazaki. La colonna sonora non è affidata a Joe Hisaishi ma a Yuji Nomi, che comunque si comporta benissimo. (^_-) Questa è una delle poche volte in cui lo Studio non tratta argomenti fantastici o magici, e anche per questo ha il suo fascino. Come nelle precedenti (e successive) produzioni Mimi wo sumaseba ci lascia alla fine con un messaggio, e lo fa con una storia semplice e allo stesso tempo ricca di chiavi di lettura, sia per i più piccoli che per i più grandi. Infatti (per chi non lo sapesse) l'animazione nipponica è destinata non solo ai bambini ma anche (e spesso principalmente) agli adulti. Per chi è vissuto con un Disney e non si è mai avvicinato all'animazione giapponese è facile confondere le due produzioni: sono entrambi disegni animati. Tuttavia nel caso di quest'ultima mi sento di poter dire che il "cinema d'animazione" non è un genere a se stante, quanto una tecnica alternativa alla ripresa dal vivo. Spesso le storie sono così profonde e complesse che un bambino non è in grado di capirle...e di conseguenza apprezzarle. Nel caso di Mimi wo sumaseba la storia è molto semplice e si presta all'intrattenimento di tutte le fasce d'età. E' una storia genuina...di amore, poesia, musica. La cura dei dettagli è la solita di sempre: dalla cassetta per le lettere agli scenari, tutto è curato con estrema attenzione, con particolare riguardo ai fenomeni atmosferici: l'alba, il tramonto, la pioggia, la nebbia. Semplici e quotidiani momenti che tutti noi viviamo ma su cui il film si sofferma per dare vita a una serie di emozioni che i protagonisti scoprono per la prima volta.
La storia

Shizuku è una giovane studentessa delle medie, fortemente interessata alla lettura che si pone come obiettivo quello di leggere 20 libri durante le vacanze estive. Nel noleggiarli alla biblioteca si accorge però che nella tessera del noleggio ricorre sempre un cognome: Asegawa.
Questo la porta a fantasticare su chi sia questo ragazzo. Un giorno, durante il suo consueto pellegrinare verso la biblioteca, incontra sul treno uno strano gatto e decide di seguirlo; il felino la conduce (per caso o per destino?) in un quartiere ordinato e silenzioso ed entra in un negozio di antiquariato.
Il propretario e Shizuku si conoscono e l'ometto mostra alla ragazza alcuni dei tesori del suo negozio, tra cui uno strano orologio e la statuetta di un gatto antropomorfo che chiama Barone. Shizuku fa anche la conoscenza di Seiji , un ragazzo che continua a prenderla in giro, ma che scoprirà presto, ama tantissimo la musica e il vero obiettivo della sua vita è quello di diventare un bravo costruttore di violini. L'amicizia di Shizuku e Seiji si rafforza sempre più finché lui parte per un tirocinio di due mesi per imparare a costruire violini e Shizuku promette a se stessa di testare le sue abilità scrivendo di suo pugno un romanzo.


La mia opinione: a prescindere dal film in sé per sé che mi ha lasciato davvero buone impressioni già dalla prima volta, devo dire che averlo ripreso dopo essere stata in Giappone ha tutto un altro sapore. Come è stato per Lost in translation (per poco non mi strappava la lacrimuccia XD) e altri film ambientati in Giappone, anche questo mi ha fatto rivivere tante emozioni che penso non dimenticherò mai (*_*) Tutti i dettagli che prima non notavo o che consideravo "scontati"...ora li vedo con altri occhi (-_-)" Le metro soporifere, le insegne geroglifiche, il ramen, i futon, i cestini per la raccolta differenziata, gli onnipresenti grovigli di fili... Gli anime sono davvero uno specchio fedele della realtà nipponica... Penso che dipendano l'uno dall'altro: i giapponesi non sarebbero come sono se la cultura del fumetto e dell'animazione non fosse così radicalmente presente nella loro vita, e vicersa.
IMHO anime e realtà ci insegnano insieme a vivere. Io personalmente ho imparato molto da entrambi e come a volte mi capita di immedesimarmi in una canzone, spesso mi ritrovo ad essere la protagonista di un film (^_-) Il messaggio del film non è altro che questo: come vivere la vita e costruire il proprio futuro. Ognuno di noi ha provato almeno una volta quello che nel film è descritto in modo davvero semplice: avere paura di sbagliare, vedere un futuro incerto, sentirsi inferiore a qualcuno, innamorarsi e non essere sicuri dei propri sentimenti, impegnarsi in qualcosa e temere che non sia la strada giusta. E poi c'è la musica : se negli altri Ghibli è un "contorno", qui fa da protagonista. E' grazie alla musica che i due ragazzi si conoscono e diventano amici. E' grazie alla musica che Seiji può realizzare il suo sogno. E ancora tanta nostalgia dentro di me per non aver realizzato uno dei miei sogni da sempre: suonare uno strumento. Non passa giorno che non provi a suonare note invisibili su un qualunque supporto rigido...quaderni, panchine, pali TT__TT Chissà un giorno... Vi lascio con il tema principale del film, il pezzo country Country Road di John Denver, che Shizuku cerca di interpretare e tradurre.

Country Road
(Kantorii Roodo)

Hitori botchi
Nessuno al mio fianco
Osorezu ni. Ikiyou to yume mite ta
Ma senza paura. Cosi vivevo nel mio sogno
Amishisa oshikomete, tsuyoi jibun wo mamotte ikou
Devo abbandonare la solitudine, andare avanti, trovando in me la forza
Kantorii Roodo...
Country Road...

Kantorii Roodo, kono michi, zutto yukeba
Country Road, seguendo te, io sento che
Ano machi ni tsuduite ru
Posso ritornare alla mia città
Ki ga suru Kantorii Roodo
Per questa via, Country Road.
Donna samishii toki datte
Non importerà se sarò triste
Kesshite namida wo misenaide
Non mi vedrai piangere senza motivo.
Kokoro nashi ka hochou ga.
So che dovrò farmi forza.
Hayaku natte iku.
Non potrò far altro che guardare avanti.
Omoide kesu tame.
Solo così potrò dimenticar.

Kantorii Roodo, kono michi...
Country road, seguendo te...
Furusato he tsuduite mo
Potrei tornare a casa
Boku ha, ikanai sa.
Ma tu sai che non lo farò.
Ikenai, Kantorii Roodo.
Non partirò, Country Road.

Kantorii Roodo, ashita ha...
Country road, è gia domani...
Itsu mo no boku sa.
a sono sempre qua.
Kaeritai, kaerenai
Vorrei tornare, ma non posso.
Sayounara...
E' un addio...
...Kantorii Roodo
...Country Road.