domenica 4 novembre 2012

Nuovo sito

Iniminimainimo è il mio nuovo sito: uncinetto, ecologia, risparmio energetico, GNU/Linux e ricette. Di tutto un po'!
Passate a trovarmi!

sabato 5 luglio 2008

Bloggers!

My new blog: Kyoko no nikki

Comunicazione di servizio: mi sto trasferendo (e sono 5!) su
Wordpress.
Non ho ancora inserito tutti i link nel blogroll ed è ancora un po' da sistemare, spero di farlo presto!
Matane!

lunedì 30 giugno 2008

Useless

lunedì 16 giugno 2008

Martin Lopez

Cercate Martin Lopez su google e troverete il batterista.
Ma
io vi parlerò del fumettista!! XD

Questo disegnatore/artista trasforma i più noti personaggi dei cartoons (soprattutto Simpsons) in caricature di celebri locandine o attori famosi.
Qualche assaggio:

E infine la mia preferita:

Qui ho caricato tutte le sue tavole. Muahahah ma quanto è bravo sto qui? ^^;;

Matane!

domenica 15 giugno 2008

Ghibli inside: part 2

Stasera altro attacco! La torta al Ciokkodama! Haha! XD

domenica 8 giugno 2008

La planète sauvage

AAA!!!

Amanti della fantascienza?
Appassionati di animazione?

Affascinati dal visionario e dalle ambientazioni surreali?

Se la risposta è no, cliccate in alto a destra (la X rappresenta l'uscita di sicurezza).

Se la risposta è si, questo intervento fa per voi!


"La planète sauvage
"
è un film d'animazione franco/cecoslovacco del 1973, diretto da René Laloux.
Basato sul romanzo di Stefan Wul "Oms en sèrie" (pubblicato in Italia come "Homo domesticus") e realizzato sui disegni di Roland Topor, questo film rappresenta un favoloso punto d'incontro tra fantascienza e animazione.
Pemiato alla XI rassegna del film di Fantascienza di Trieste e vincitore del Premio della Giuria al festival di Cannes, in Italia ha avuto comunque poca distribuzione, per cui è poco conosciuto se non tra gli estimatori di Topor.

Il pianeta selvaggio è un mondo alla rovescia, dove gli uomini (gli Oms, appunto) vivono sul pianeta Ygam sotto il controllo dei Draag, giganti blu dalle incredibili capacità spirituali e tecnologiche.
Gli umani sono divisi in due "classi": i "selvatici", che vivono in comunità clandestine, considerati dai Draag degli insetti fastidiosi, e per questo oggetto di disinfestazioni e destinati allo sterminio; i "domestici" trattati invece amorevolmente dai piccoli Draag che ne fanno il loro passatempo preferito: ogni bambino ne ha uno con cui giocare e divertirsi.
Terr è un piccolo Om domestico, che dopo aver perso la madre (uccisa per gioco da piccoli Draag) viene trovato e accudito da Tiwa, una bambina Draag.
Vivendo con Tiwa, Terr riuscirà ad accedere alla scienza dei Draag e, riuscendo a fuggire, porterà le sue conoscenze agli Oms selvatici guidandoli nella battaglia contro i Draag.

Attraverso l'arte surreale di Topor il film propone lo scenario apocalittico affrontato più volte sia nel cinema che nella letteratura: l'uomo perde la sua posizione di supremazia sul pianeta (Terra?) ed è costretto a lottare per la sopravvivenza della propria specie, non più sola nell'universo.
I disegni di Topor esprimono alla perferzione questo mondo visionario e anche la colonna sonora si presta bene alle atmosfere aliene del pianeta dei Draag.
Sono rimasta troppo impressionata e dovrò approfondire il più possibile questo genio creativo di Topor (°_°)

Del film esiste addirittura un'edizione italiana del dvd, integrale e con veri extra (un'invervista a Laloux)!
Ma se volete un assaggio gratuito, YouTube ci viene incontro come sempre :-)
Vi riporto le 7 parti della versione francese (per chi volesse c'è anche quella inglese comunque)
Ognuna dura circa 10 minuti, quindi se non avete voglia/tempo/pazienza, guardatevi almeno il trailer! ^^;;

Buona visione!



1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7

lunedì 2 giugno 2008

Ghibli inside

Della serie...non so più che inventarmi.
Vi presento l
a Totorta! (^_^)


mercoledì 21 maggio 2008

Murales animati in stop motion

Recentemente ho scoperto i lavori di Blu, uno degli artisti più attivi in Italia e nel mondo nel campo della "street art".
Lavora e vive a Bologna ma ha dipinto sui muri di tutto il mondo: Buenos Aires, Belfast, Città del Guatemala, Valencia, Managua, Londra, Berlino.
Quella di Blu è un'arte decisamente non convenzionale, ma è arte.

Il suo lavoro si sviluppa in due tempi e spazi diversi: gli schizzi iniziali appuntati sullo sketch - book sono infatti il punto di partenza della seconda fase del suo lavoro: la pittura murale.

Luoghi altrimenti ordinari o decadenti riacquistano valore grazie al suo talento, e personalmente credo sia sorprendente come si possa donare una nuova facciata alle zone più degradate con strumenti così semplici: pennelli e rulli.
Questa è creatività allo stato puro!

Parte della sua produzione artistica si estende anche nel campo della videoanimazione, e in effetti sono stati i suoi video a farmelo conoscere (YouTube Power).
Per la realizzazione ha usato la tecnica della stop-motion, che permette di creare un filmato utilizzando oggetti inanimati. E' anche nota come "frame by frame" e consiste nel fotografare l'oggetto svariate volte e movimentarlo progressivamente.

Ma bando alle ciance, questo parla da solo:

MUTO

Music by Andrea Martignoni
Produced by Mercurio Film

Confessare 6 cose che non si sanno di me

Konnichiwa minna san! (Ciao a tutti!)
Questo meme mi è stato inviato da The Blob Blog: "Confessare 6 cose che non si sanno di me".
Ma se non le sapete un motivo ci sarà, perché ve le devo dire? XD
Beh dai, ci ho pensato un po'...non saranno grandi rivelazioni, ma qualcosa ho tirato fuori ^^;;

1) Detesto tutte le bevande con le bollicine. L'acqua frizzante mi dà una sensazione così spiacevole in bocca, che la mando giù a fatica. Ricordo benissimo un interno giorno al mare senza bere un goccio d'acqua, perché l'unica disponibile era gasata...^^"
E' straovvio che bevo pochissima Coca - Cola, a meno che non si sia abbondantemente sgasata dopo svariati giorni di apertura, o non sia stata "allungata" con H2O purissima XDD
Per lo stesso motivo odio le aspirine effervescenti. Non riesco a prenderle senza una caramella e un bicchiere d'acqua pronti all'uso, proprio come le creature...

2) Sono una ragazza tsundere. Ho scoperto questo nuovo vocabolo giapponese dopo aver letto "Otaku Club Genshiken", ma non vi dirò cos'è (haha)

3) Mia madre voleva chiamarmi Vanda, mio padre Ioletta. Questo per evitare (storpiare? O.o) la collaudata tradizione abruzzese del mettere ai figli il nome dei genitori.
A questo punto posso dirlo: per fortuna l'hanno mantenuta.

4) Faccio liste in continuazione. Perché tutto ciò che che è riconducibile a un elenco è più facile da controllare...anche i miei desideri (e infatti ho un file excel chiamato "Wish list"...).

5) Detesto gli anelli. Non ne ho mai (proprio mai) indossato uno...ma spero un giorno di portare al dito "quell' anello" che potrebbe cambiare radicalmente la mia vita...
"Un anello per domarli tutti..."
(Perché, che avevate capito? XDD)

6) Non riesco a studiare con le mani sporche. Le lavo in continuazione perché ho sempre quella sensazione di "appiccicaticcio" e "impolveraticcio" che mi fa schifo e mi distrae (!) ^^;;

Fiuuu che fatica!! XD
Spero di non aver detto niente di ovvio, anche se il rischio c'è!! ^^
A questo punto passo la palla a Yara, Fra e Stefano (forza Step, ti tocca!!!)

Matane!!

giovedì 15 maggio 2008

Papercraft - Illusioni ottiche

Ho trovato questi simpatici pepakura-papercraft sulle illusioni ottiche, e ho deciso di farne uno anch'io.
Ovvio.

















L'ombra parla chiaro: non si tratta di un solido "chiuso" come l'immagine vuole mostrare,altrimenti non parleremmo di "illusioni ottiche", no?
Il gioco consiste nel guardare l'oggetto da una certa angolazione e distanza, ed ecco che si crea l'illusione ottica della foto.

sabato 10 maggio 2008

Strani incontri

Ieri in stazione ho visto due signori giapponesi.
Mi avvicino per ascoltarli e sento un "Hai".
Oddio sono loro *_*
Intanto un pazzo attraversa i binari, i due iniziano a ridacchiare, e io mi faccio avanti XD
I: Are you japanese?
N: Yes!
I: (*_*), do you speak english? (speriamo di no...XD)
N: Yes!
I: (ma porc...questo francese non lo uso mai!) Where are you from?
N: Tokyo!
I: Amazing city!!
N (riferendosi all'amico): He has cycle in his luggage!
I: Cycle? In this luggage??
Strabuzzo gli occhi perché credetemi, quella non era una valigia ma un sacchetto della spesa, e l'amico di N. mi porge il suo biglietto da visita per farmi capire di cosa si occupa.

Avevo di fronte Mr. Masanori Wakae, presidente della Japan Unicycling Association.


























LOL!!! XD

sabato 3 maggio 2008

Jiji papercraft

Per rimanere in tema papercraft Ghibli, oggi ne ho fatto uno semplice semplice: il gatto Jiji del film Majo no takkyûbin (Kiki consegne a domicilio).
Ho trovato anche un'altra versione più carina e a mio parere più precisa, ma non avendo la stampante a colori non posso farla...comunque questo è quello che è venuto fuori:












Vi lascio con i soliti link:
Versione 1 (quella della foto)
Versione 2

Enjoy!

mercoledì 30 aprile 2008

Il castello errante di Howl: il mio papercraft!

Ciao a tutti!

Vi ricordate questo post?
Credevate che dicessi tanto per dire...e invece l'ho fatto davvero! Urrà!
Prima di passare al reportage fotografico vorrei fare una premessa: è il mio "primo" papercraft nonché connubio perfetto di due mie grandissime passioni: il mondo della carta e lo Studio Ghibli.
Questo significa che invece di iniziare con qualcosa di semplice e farmi un po' di "gavetta", mi sono fiondata direttamente su questo capolavoro di ingranaggi, perché a un Ghibli non si dice mai di no! :P
Quindi...siate clementi! XD
Finora mi sono cimentata solo negli origami, ma tempo fa ho iniziato a scoprire il mondo dei papercraft. Dopo un Castello di Himeji mai completato, ho abbandonato tutto per mesi fino al giorno della Rivelazione: un Castello di Howl di carta!
Ovviamente mi sono messa subito alla ricerca dei file necessari, ma ho fatto una spiacevole scoperta: le splendide foto pubblicate da Ben Millet si riferiscono alla versione berserk, modello a pagamento (23€ circa) che potete trovare qui. Si tratta di un libro di circa 70 pagine da ritagliare e incollare, come se ne trovano molti in Giappone e non solo.
Il modello che ho costruito io invece è quello messo a disposizione gratuitamente dalla Kamiuchu Corporation e ormai disponibile su moltissimi altri siti e blog di appassionati (compreso questo XD).
Alla fine del post inserirò tutti i link necessari per il download del modello e delle istruzioni (in inglese e giapponese).

Quindi, per intenderci, esistono due versioni del castello di Howl, quella "bella" (berserk) e quella "ciofeca" (che ho fatto io).
La differenza potete constatarla da questa foto:

Notevole ne?
Purtroppo nel mio lavoro ci sono molte imprecisioni e non starò a dire quali altrimenti la filippica non finisce più. Il motivo, oltre alla scarsa esperienza, è dovuto principalmente alla difficoltà di interpretazione delle istruzioni in inglese, in cui spesso le immagini vengono coperte dalle scritte e questo mi ha obbligato a inserire i pezzi in posizioni solo ipotetiche e non del tutto perfette. Noterete ad esempio che nella foto sopra, manca la puleggia sulla cima del castello. Questo infatti è stato uno dei punti meno chiari delle istruzioni: in tutte le pagine guida la puleggia non è mai visibile, ma compare a pagina 6 con un dettaglio che dovrebbe spiegare la modalità di inserimento sulla cima...per poi scomparire nuovamente nelle pagine successive. O_O
Ho notato che moltissimi utenti hanno realizzato il castello senza inserire questa maledetta puleggia, perché evidentemente non sapevano cosa farci.
E ovviamente la solita fortuna: trovo le istruzioni in giapponese (quelle chiare, nitide e pulite) solo dopo aver finito il castello. Ma poco male: a parte qualche pezzo inserito non proprio perfettamente, è tutto uguale all'originale e mi basta aggiungere la stella sull'albero, la fantastica puleggia che mai userò per far fluttuare il mio castello (figuriamoci se rischio...), ma almeno è sul castello e non nel bidone XD
Sempre la solita fortuna mi ha fatto trovare la versione berserk proprio ora che ho finito la ciofeca. Yosh!
Eh va beh vorrà dire che in futuro (non subito perché per farlo avrei bisogno di molto tempo e soprattutto di una stampante decente XD) farò anche questo! :P

Ora passiamo al fulcro del post, le F O T O O O O! ! !






























































Qualche link:
- il mio set di Flickr: qui
- il modello berserk (versione originale in giapponese): qui
- il modello della Kamiuchu Corporation: qui, con istruzioni in inglese qui e istruzioni in giapponese qui.

Buon divertimento! ^^

domenica 13 aprile 2008

Tadaima!

Eccomi di ritorno!
Torno a scrivere dopo un intenso ciclo di viaggi e gitarelle XD
In effetti da marzo faccio la valigia quasi tutte le settimane, uao!
Dal 3 al 10 aprile sono stata in Spagna, ma prima di passare al lungo resoconto (e soprattutto alle foto) di questa esperienza, vado avanti a parlare di questo week-end: sono tornata a Teramo per assistere al concerto di Giovanni Allevi! *_*
Presso il mio hard disk (XD) è diventato famoso grazie allo spot della BMW in cui fa da colonna sonora la sua "Come sei veramente".
Adesso è una figura piuttosto nota ma prima non lo conosceva nessuno! (Beh prima dello spot neanche io XD).
Lui stesso ha affermato che il primo album ha venduto quasi niente, finché la musicista giapponese Nanae Mimura non si è innamorata del suo "Scherzo n.1", che ha poi riproposto al teatro di Tokyo ed alla Camelie Hall di New York.
Da qui ad essere conosciuto e apprezzato in tutto il mondo il passo è stato breve. ^^

Un'altra sua composizione piuttosto famosa è "Back to life", che accompagna lo spot della Nuova 500. Ma quant'è bella?

Il concerto è stato aperto con il primo brano da lui composto all'età di 17 anni: Japan.
Sono seguiti "Il Nuotatore" (ispirato al suo rapporto con l'acqua, capace di farlo rilassare e perdere l'ossessione che ha per la perfezione) "Scherzo n.1", "Panic" (
ispirato da un attacco di panico al ritorno dall’Oriental Center di Shangai) "Notte ad Harlem" e "Go with the flow" scritte durante l'esperienza in America, "Monolocale 7.30 a.m.", "L'orologio degli dei", "New Renaissance" e "Back to life".
Dopo aver salutato e ringraziato gli organizzatori del concerto, ci ha regalato 3 bis: "Portami via", "Aria" e infine lei, "Come sei veramente".

Standing ovation e pubblico letteralmente estasiato da questo pianista marchigiano (di madre teramana XD) con manie di perfezione, un po' ansioso e molto timido, ma anche simpatico e ironico, capace di conquistare i presenti non solo con la sua musica ma anche con la sua persona.
Io ero emozionatissima e davvero entusiasta.
Grazie!




giovedì 13 marzo 2008

Un Van Gogh a base di sushi

Lo chef giapponese Ken Kawasumi è riuscito a realizzare il celebre quadro di Van Gogh - I girasoli servendosi unicamente di...sushi!

Complimenti per la fantasia e la pazienza! Meraviglioso!

Fonte: repubblica.it

sabato 8 marzo 2008

Il bagno pubblico


Il grande segreto di tutte le donne rispetto ai bagni è che da bambina tua mamma ti portava in bagno, puliva la tavolozza, ne ricopriva il perimetro con la carta igienica e poi ti spiegava: "MAI, MAI appoggiarsi sul gabinetto!" e poi ti mostrava "la posizione" che consiste nel bilanciarsi sulla tazza facendo come per sedersi ma senza che il corpo venga a contatto con la tavolozza.
"La posizione" è una delle prime lezioni di vita di una bambina, importantissima e necessaria, deve accompagnarci per il resto della vita. Ma ancora oggi, da adulte, "la posizione" è terribilmente difficile da mantenere quando hai la vescica che sta per esplodere. Quando "devi andare" in un bagno pubblico, ti ritrovi con una coda di donne che ti fa pensare che dentro ci sia Brad Pitt. Allora ti metti buona ad aspettare, sorridendo amabilmente alle altre che aspettano anche loro con le gambe e le braccia incrociate. E' la posizione ufficiale di "me la sto facendo addosso". Finalmente tocca a te, ma arriva sempre la mamma con "la bambina piccola che non può più trattenersi" e ne approfittano per passare avanti tutte e due!
A quel punto controlli sotto le porte per vedere se ci sono gambe. Sono tutti occupati. Finalmente se ne apre uno e ti butti addosso alla persona che esce. Entri e ti accorgi che non c'è la chiave (non c'è mai); non importa... Appendi la borsa a un gancio sulla porta, e se non c'è (non c'è mai), ispezioni la zona, il pavimento è pieno di liquidi non ben definiti e non osi poggiarla là, per cui te la appendi al collo ed è pesantissima, piena com'è di cose che ci hai messo dentro, la maggior parte delle quali non usi ma le tieni perché non si sa mai. Tornando alla porta... dato che non c'è la chiave, devi tenerla con una mano, mentre con l'altra ti abbassi i pantaloni e assumi "la posizione"... AAhhhhhh... finalmente...
A questo punto cominciano a tremarti le gambe... perché sei sospesa in aria, con le ginocchia piegate, i pantaloni abbassati che ti bloccano la circolazione, il braccio teso che fa forza contro la porta e una borsa di 5 chili appesa al collo. Vorresti sederti, ma non hai avuto il tempo di pulire la tazza né di coprirla con la carta, dentro di te pensi che non succederebbe nulla ma la voce di tua madre ti risuona in testa: "Non sederti mai su un gabinetto pubblico!", così rimani nella "posizione", ma per un errore di calcolo un piccolo zampillo ti schizza sulle calze!!! Sei fortunata se non ti bagni le scarpe. Mantenere "la posizione" richiede grande concentrazione. Per allontanare dalla mente questa disgrazia, cerchi il rotolo di carta igienica maaa, cavolo...! Non ce n'è...! (mai). Allora preghi il cielo che tra quei 5 chili di cianfrusaglie che hai in borsa ci sia un misero kleenex, ma per cercarlo devi lasciare andare la porta, ci pensi su un attimo, ma non hai scelta. E non appena lasci la porta, qualcuno la spinge e devi frenarla con un movimento brusco, altrimenti tutti ti vedranno semiseduta in aria con i pantaloni abbassati. NO!! Allora urli: "O-CCU- PA-TOOO!!!", continuando a spingere la porta con la mano libera, e a quel punto dai per scontato che tutte quelle che aspettano fuori abbiano sentito e adesso puoi lasciare la porta senza paura, nessuno oserà aprirla di nuovo (in questo noi donne ci rispettiamo molto) e ti rimetti a cercare il kleenex, vorresti usarne un paio ma sai quanto possono tornare utili in casi come questi e ti accontenti di uno, non si sa mai.
In questo preciso momento si spegne la luce automatica, ma in un cubicolo così minuscolo non sarà tanto difficile trovare l'interruttore! Riaccendi la luce con la mano del kleenex, perché l'altra sostiene i pantaloni, conti i secondi che ti restano per uscire di là, sudando perché hai su il cappotto che non avevi dove appendere e perché in questi posti fa sempre un caldo terribile. Senza contare il bernoccolo causato dal colpo di porta, il dolore al collo per la borsa, il sudore che ti scorre sulla fronte, lo schizzo sulle calze... il ricordo di tua mamma che sarebbe vergognatissima se ti vedesse così; perché il suo culo non ha mai toccato la tavolozza di un bagno pubblico, perché è grave davvero: "non sai quante malattie potresti prenderti qui".
Ma la debacle non è finita... sei esausta, quando ti metti in piedi non senti più le gambe, ti rivesti velocemente e soprattutto tiri lo sciacquone! Se non funziona preferiresti non uscire più da quel bagno, che vergogna! Finalmente vai al lavandino. E' tutto pieno di acqua e non puoi appoggiare la borsa, te la appendi alla spalla, non capisci come funziona il rubinetto con i sensori automatici e tocchi tutto finché riesci finalmente a lavarti le mani in una posizione da gobbo di Notredame per non far cadere la borsa nel lavandino; l'asciugamani è così scarso che finisci per asciugarti le mani nei pantaloni, perché non vuoi sprecare un altro kleenex per questo!
Esci passando accanto a tutte le altre donne che ancora aspettano con le gambe incrociate e in quei momenti non riesci a sorridere spontaneamente, cosciente del fatto che hai passato un'eternità là dentro. Sei fortunata se non esci con un pezzo di carta igienica attaccato alla scarpa o peggio ancora con la cerniera abbassata! A me è capitato una volta, e non sono l'unica a quanto ne so!
Esci e vedi il tuo uomo che è già uscito dal bagno da un pezzo e gli è rimasto perfino il tempo di leggere Guerra e Pace mentre ti aspettava. "Perché ci hai messo tanto?" ti chiede irritato. "C'era molta coda" ti limiti a rispondere. E questo è il motivo per cui noi donne andiamo in bagno in gruppo, per solidarietà, perché una ti tiene la borsa e il cappotto, l'altra ti tiene la porta e l'altra ti passa il kleenex da sotto la porta; così è molto più semplice e veloce perché tu devi concentrarti solo nel mantenere 'la posizione'. E la dignità.

Questo è dedicato alle donne di tutto il mondo che hanno usato un bagno pubblico e a voi uomini, perché capiate come mai ci stiamo tanto.

venerdì 7 marzo 2008

Hashi & Sushi desu!

Ho trovato questi video sugli hashi e sul sushi che mi fanno morire XD
Non credo ci sia bisogno di commentare XD


giovedì 6 marzo 2008

Ocean Dome: la piscina più grande del mondo

La SeaGaia Ocean Dome è il più grande parco acquatico indoor del mondo: 300m di lunghezza, 100m di larghezza, 38m di altezza per una capienza di più di 10.000 persone. Progettato dalla Mitsubishi Company è costato ben due bilioni di dollari. (!)

































Questa struttura è parte integrante del SeaGaiaResort, un'area di circa 700 ettari e di 10 Km di estensione in lunghezza situata nella prefettura di Miyazaki sull’Isola
di Kyushu, dove il clima è abbastanza temperato per una buona parte dell’anno.
Seagaia non è un termine giapponese, ma un neologismo che vede l’inglese “sea” (mare) e il greco “gaia” (terra) uniti in un’unica parola per evidenziare appunto le caratteristiche del luogo, fatto di foreste meravigliose, spiagge lunghe e deserte, e tanto mare.
All'interno del parco acquatico infatti è stata ricreata una spiaggia di sabbia bianca lunga 140 m con tanto di acqua oceanica posta sotto il 'cielo' eternamente azzurro di un tetto retraibile, il tutto situato in un ambiente 'naturale' completamente controllato: temperature costanti di 30°C per l'aria e 28°C per l'acqua.

Ma anche vegetazione tropicale, un vulcano attivo (erutta ogni 15 minuti), onde per surfisti.
E poi scivoli, vasche per bambini, spettacoli teatrali, giochi di luce, boutiques, cinema.
Questo luogo segna sicuramente l'apoteosi dell'ossessione giapponese per i parchi giochi e per i divertimenti artificiali. Viene infatti da chiedersi perché pagare quasi 90.00 US$ (tanto costa l’ingresso per un giorno se non si è ospiti del Seagaia Resort) quando poco più in là si può godere di una vera spiaggia, di un vero oceano, e tutto gratis.

Pazzesco e geniale, giapponese.



mercoledì 5 marzo 2008

Il Castello errante di Howl...di carta!

Da Animeclick: un ragazzo ha impiegato 72 ore per costruire questa replica in carta del castello protagonista dell’anime di Hayao Miyazaki...
Per chi si volesse sperimentare nella costruzione del castello, su PaperKraft trovate un PDF da scaricare per creare il paper toy del Castello errante di Howl. Credo che avrete bisogno dell’aiuto del magico Howl...

Non è splendido? *_*
E' incredibile quante cose si possano fare con la carta...vorrei provarci ma ho idea che sarà un tantinello difficile XDD
Intanto beccatevi la galleria fotografica del castello!
Matane!

P.s. Alla fine l'ho fatto! Guardate qui!


giovedì 21 febbraio 2008

The dark side of Tokyo

Oggi vi propongo un interessantissimo documentario di Megalopolis su Tokyo, andato in onda ieri sera su Raitre alle 23.45.
Il programma tratta una serie di 6 documentari dedicati alle megalopoli del mondo, attraverso un viaggio che da Occidente a Oriente ha già visto protagoniste Los Angeles, San Paolo, Il Cairo, Shenzhen e Karachi.
Attraverso l'esplorazione delle complesse strutture delle città che non dormono mai, emerge la loro fragilità quotidiana legata a problemi di vivibilità, abitabilità, criminalità.
Le relazioni sociali si riducono, e gli esseri umani sono sempre più soli e lontani.

Il documentario analizza quegli aspetti che noi sognanti viaggiatori di passaggio non vediamo o spesso dimentichiamo. Lo scorrere delle immagini è accompagnato da una voce off che fa da filo conduttore con la science fiction (vedrete nei titoli di coda i riferimenti bibliografici ad Asimov, Ballard, Dick), ovvero la letteratura di fantascienza che in anticipo sui tempi aveva già prefigurato le città come luogo dello scontro e delle tensioni sociali.
Ed eccoci a Tokyo: non aspettatevi karaoke, purikura, geisha o negozi di elettronica.
Protagonisti di questo documentario sono gli homeless, le gals, i love hotel, e diverse generazioni di giovani che di fronte al grande disagio interiore trovano conforto solo nel suicidio.
Il filmato dura circa un'ora, quindi mettetevi comodi...e buona visione!


Megalopolis - Tokyo from Iolanda Di Simone on Vimeo..

P.S. Se riscontrate malfunzionamenti o grossi ritardi nel buffer fatemelo sapere, vedrò di fare l'upload di un video più leggero anche se qualitativamente inferiore XD